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Tuesday, November 03, 2009

non di solo yogurt si vive, non di sola morte si muore


Stasera mi sono accorta che mancavano il latte e altre cose di prima necessità. Controvoglia sono uscita nella pioggia buia. Ad un certo punto mi è ritornata in testa la notizia che la Corte Europea ha decretato che nelle aule scolastiche non ci devono stare i crocifissi. Ho pensato a Gianni, a quello che è successo venerdì scorso. Gianni ha quasi 60 anni, pensa e dice peste e corna della chiesa e dei preti. Gianni, venerdì, nella camera mortuaria, di fronte al corpo di Sesto si è fatto il segno della croce. Si è fatto il segno della croce.
The show must go on, sono entrata nel supermercato a fare la spesa. Avrei abbandonato gli altri pensieri concentrandomi sulla lista delle cose da prendere se non mi fossi trovata circondata da alberi di natale, palle, palline, lucette e babbi natali. "Ma perchè allora non aboliscono per legge il Natale?" Che tra l'altro, se vogliamo parlarne mi pare molto più invasivo di un crocefisso che sta lì senza lampeggiare neanche un lumino....
Quello che ha questo punto mi ha sfavato è il dovermi rendere conto che ci vogliono imbecilli. Vogliono farci galleggiare a pelo d'acqua senza mai andare al nocciolo delle questioni. Imbecilli che tolgono i crocefissi dai muri per poi festeggiare beoti il Natale. E' che si straparla di libertà, cari miei, ma l'unica libertà che vorrebbero concederci è scegliere il nostro vasetto di yogurt in un corridoio chilometrico di possibilità. Ma le chiacchiere stanno a zero. Il cervello va esercitato, sennò si atrofizza. Per questo propongo questa domanda: sono i crocefissi a stare appesi ai muri o sono i muri a stare appesi ai crocefissi?

Thursday, August 28, 2008

quattro sbalzi d'umore in padella


Ho una costellazione di sensi di colpa, come ogni femmina che si rispetti, potrei unirli con una riga tipo la settimana enigmistica e uscirebbe la scritta "testa di pattumiera", e vabbè.
Per esempio, ieri sera mi sentivo una clandestina col permesso di soggiorno scaduto per aver servito a cena gli gnocchetti alla sorrentina marca findus. Poi, tipo monsone, la rabbia rivolta verso me stessa vira in direzione dello Squalo addivanato davanti alle discussioni calcistiche di telenessuno. Di solito a questo punto suona il telefono perchè il diavolo quando ti prende di mira si accanisce. Suona il telefono per colpa di mia madre o peggio di mia suocera o peggio di mia madre o a volte di una cara amica se il tuo angelo custode riesce a imporsi. La cara amica ha telefonato per raccontarti per filo e per segno perchè sta conducendo una vita di merda. Come per magia, allora, dalla tua bocca intenta a mandar giù rospi crudi senza condimento fino ad un secondo prima escono dolcissime parole di incoraggiamento e d'ironia. Butti giù la cornetta e ti accorgi che è tutto come deve essere: è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
Ci fanno credere che la fedeltà e la continua ripresa in letizia risieda in un'anima, dedita al massimo brivido del decoupage, io dico che occorre un alto tipo di grinta. Preferire, casomai, talvolta, di essere in viaggio sulla route 66 con un Bruce qualunque piuttosto che dover dividere colorati dai bianchi per la lavatrice. Nonostante questo restare perchè l'orizzonte dell'obbedienza è ancora più sconfinato. Credere per provare.