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Wednesday, November 25, 2009

Io cancello, tu cancelli.


Da cosa si misura lo scorrere del tempo e degli anni? Per esempio dal fatto che una volta riuscivamo a passare gran parte della notte litigando per poi la mattina dopo affrontare la sveglia, la colazione e il lavoro con livore,imbruttiti, ma ancora capaci di essere utili in qualche modo alla società. Oppure , magari, allegri come due tortorelle perché all’alba si era fatta pace, stanchi ma non stravolti, non da buttare nell’umido…
Che la notizia in fondo non è questa. La notizia è che a notte fonda scappa questa frasetta. “Scusa, hai ragione, il fatto è che ogni tanto ti cancello dalla mia vita e possono passare anche settimane”. Da standing ovation. Che una damigella e un cowboy, possano dire, ascoltare e perdonare questo è una cosa dell’altro mondo in questo mondo. Semplificante segno che il sacramento del matrimonio è un gesto che Cristo mette nella realtà del mondo.

Saturday, October 10, 2009

mi sposai per via di una lumaca


Ieri su La7 ho seguito un dibattito sulle famiglie allargate e sulle coppie di fatto. Evidentemente è un tema stringente: è importante per tutti avere un amore vicino.Dal dibattito mi sono accorta come sia purtroppo facile scadere nell’ideologia e impaludarsi. Sprofondare nel sentito dire e usare sogni già usati da altri. Dunque ho deciso: giù la maschera, la mia per prima. Mi darò una spolverata, bucherò la bolla di signora sulla quarantina leggermente in sovrappeso e metterò le mie carte sul tavolo. Se vogliamo discuterne discutiamone occhi negli occhi. Adesso svuoto tutto il mio sacco.


Mi sono sposata per via di una lumaca. Con Simone anche da ragazzi passavamo pomeriggi interi a litigare, ma quella volta li, almeno per me s’era passato il segno. Stavamo seduti su un muretto lui muto, io con la testa tra le mani a piangere. E pensavo: “Adesso basta, lo mollo e basta con tutti questi casini”. Forzavo un po’ volutamente verso la disperazione ma ero stanca, molto stanca. Non vedevo niente quando, da uno spiraglio tra le dita, ho visto una lumaca sul marciapiede. Ricordo di essermi stizzita. Guarda cazzo se uno non può disperarsi in dannata pace del suo fallimento. Però…”Come si fa , a non dire che sei bella?” Quella lumaca è stata la paladina del fatto che le cose ci sono per me, e a volte nonostante me, le mie buone idee. E così, non è che ho smesso di piangere ma ho ricominciato a vivere. Dopo un po’ io e Simone siamo andati a prenderci un caffé e dopo un altro po’ siamo perfino entrati insieme in una chiesa per sposarci. Se non avessi visto quella lumaca, credo che tutto ciò non sarebbe successo. Senza lumaca e senza le mie amiche che quasi ogni giorno mi ripetevano “Ma Simone è una cosa tua?” “Dipende da te?”.


Simone ha un bel profilo, belle spalle, sedere e gambe niente male. Ha un temperamento determinato e leale. E’ sempre stato fin troppo drammaticamente chiaro, però, che quello che mi lega a lui non è la somma dei dati su di lui. Chiaro che è stato dato a me come io sono stata data a lui. Spesso non ci ha legato il feeling e neanche il sentimento. Spesso ci lega un amore che somiglia moltissimo a chiamare uovo un uovo. Io femmina, lui maschio, e conosciamo bene tutti gli inconvenienti. Lui ama le partite di pallone io le mostre d’antiquariato. Anche adesso lui non sopporta che io lasci sempre aperti gli sportelli della cucina e a me da fastidio quando andiamo a letto e lui chiude gas e tapparelle.


Pensavo a tutto questo, ieri sera mentre acquistavo la mia nuova, carinissima camicia da notte

Tuesday, October 07, 2008

giallo

Avevo sedici anni e lui era il mio amore assoluto: aveva il cognome e i tratti del viso slavi e non mi filò mai proprio per niente. Veniva a scuola con me, lo cercavo con lo sguardo tutte le mattine, tutti i santi giorni, era l’unica gioia che avevo di vivere anche perché poi a casa mi rituffavo nel buio el disordine e delle liti dei miei. Una mattina non venne ed io cupa entrai nella classe di chimica al secondo piano. Finita la lezione uscii e lo vidi salire le scale perché entrava alla seconda ora. Sopra i jeans indossava un maglione giallo a coste inglese con lo scollo a v. Io li ho capito perché anche il sole è giallo. Buon compleanno.

Friday, October 03, 2008

fottersene del cielo annoia


Il Papa è intervenuto ad un convegno all'Università Lateranense a quarant'anni dall'Enciclica Humanae Vitae e ha detto due o tre cose. Spalancati cielo e sprofondati terra, l'articoletto su Libero è pieno di toni, quelli sì, davvero, da crociata. Piovono commentacci.Quindi, stasera (voi lo sapete mi occupo di tende, cibi surgelati,canzoni) ma stasera, dicevo, devo occuparmi di sesso. UAO.
Uffa, che di solito viene sempre dopo il uao e anche questo come vedremo c'entra.
C'entra tutto, c'è dentro tutto.
Perchè mai il papa non può dire la sua sull'amore coniugale, sull'amore di due sposi cattolici? Perchè?
Premessa necessaria: io predico così così e razzolo così così
Però non ne posso più, per esempio, di sorbirmi la Leggenda Aurea del Preservativo che tutto può, mentre, si sa, è molte volte un rimedio del c..zo.
Io dico che è desiderabile tra sposi condividere con affetto la conoscenza dei metodi naturali per unirsi e donarsi totalmente, ultimamente disponibili ad accogliere un figlio.
The show must go on, non è sempre prudente, non è sempre possibile, non è per niente facile, non si fa, io non c'ero e se c'ero dormivo.
Resta la domanda del Papa: perchè così pochi cristiani sono insensibili a questa bellezza?
Mi dispiace che non mi dispiace molto non seguire le regole della Chiesa perchè la bella faccia di mio marito, dei miei figli, e il bel colore del tramonto hanno Qualcosa dentro che si merita la mia obbedienza.

Ma, accidenti, il pensiero che mi ha spinto a scrivere è un altro. Ridatemi Dio. Datemi Dio che c'entra con la vita, sennò tutto mi si sgretola. Non vengono i chierichetti a spiarci quando pipiamo, però, per favore, non togliamoci il piacere di sapere che niente è perduto, che il cielo è leggero però non è vuoto, direbbe Ligabue. Chi ci toglie questo, davvero, ci castra

Thursday, October 02, 2008

perdonatemi se

http://it.youtube.com/watch?v=GxtwzU0-wPM&feature=related

http://it.youtube.com/watch?v=awLg6Rsof6U


Perdonatemi se queste due canzoni, proprio entrambe mi commuovono sempre.Non ne condivido l'ideale (meglio, l'ideologia) ma il cuore del combattente commuove. Meglio di tutti il Centurione del Vangelo della stessa razza.



Figura del centurione

O Signore non son degno - degno noanzi quasi tutto bagnato o interamente svergognato di star qui come un sasso, una pietra,un ferro, figurati anche se invitarti a cena,
di partecipare alla tua mensa
per dividere i miei avanzi, il freddo
dei miei pasti, la tovaglia stupida
quadrettata, la sedia
sghemba, la bottiglia già iniziata,
e l'ombra della fronte sconcia
o portarti per un bicchiere
al primo bar.
Ma di'
ma di' solo e soltanto
una parola, una cosa,
un uccelletto di voce,
di' solo e soltanto
un niente -quel che ti passa
per la mente o per la testa
così incoronata di cielo
e di tempesta
di' solo e soltanto
lascia magari cadere
un grano delle tue preghiere
o anche non dir niente
leggerò sulle labbra appena
o sentirò con gli occhi bassi
che un bacio d'aria viene
e io sarò salvato
dalle jene dei miei errori
e l'anima devastata avrà
la vita piena.



Davide Rondoni



Saturday, September 27, 2008

un bacio a Paul Newman


Voglio, avrò

se non qui,in altro luogo

che ancora non so.

Niente ho perduto.Tutto sarò.


F. Pessoa

Wednesday, September 20, 2006

il metodo camicia




Da un po’ di tempo mi sono accorta che la camicia maschile costituisce un ottimo metodo per amare il destino degli uomini che amiamo. Sull’argomento gradirei riscontri. Non so voi, ma per me acquistare, lavare e stirare le camicie di mio marito apre qualche volta un orizzonte sconfinato su di lui.


Acquistare: non è soltanto questione di gusti, di metterci tempo, pazienza e fantasia per scegliere quelle che mi piacciono di più e che immagino possano stargli meglio. Il punto di fuga è il collo. E’ una misura estranea a me. Il collo?
Eppoi che minchia di convenzioni metriche: 36/14, 48/18, 14e ½ 38 ( in fila per tre col resto di due)….sto sparando a caso, mi prende sempre una specie di sconforto. Me lo sono scritto in un foglietto che tengo nel portafoglio, tipo quando a scuola mi scrivevo le formule matematiche sui foglietti per i compiti in classe.
La misura del collo non appartiene a noi femmine del popolo, al massimo ci si imbattono le signorone e le attrici tre volte nella vita: quando comprano il collier di diamanti, poi quello di zaffiri, poi quello di rubini.


Lavare: non è sufficiente mettere la camicia il lavatrice con detersivo e ammorbidente. Mio marito fa l’informatico: si alza dal letto la mattina per andarsi a sedere prima in macchina, poi alla scrivania, poi di nuovo in macchina. Com’è, come non è, il giorno dopo la sua camicia ha strisciate di nero sul collo e sui polsini. Che vabbè sarà il normale sudore. Che vabbè sarà l’abbronzatura. Che comunque non può fare a meno di sorgere la domanda: “Ma questo si lava, o si leva quando vede l’acqua e il sapone?” Quindi vai di strofinio col pretrattante ( a volte ci scambiamo le marche dei più efficaci con l’atteggiamento dei tossici che si scambiano informazioni sugli spacciatori).


Stirare: palloso, palloso, palloso. Aiutatemi a dire palloso. Però a volte c’è del sensuale ad accarezzare col ferro da stiro le spalle, la schiena, il davanti, il petto. E vai col film. Dimenticavo: ho già detto che è palloso?


Conclusioni: tra fatica e pensieri che suscita la camicia maschile, come detto, è un buon metodo per avvicinarsi al corpo degli uomini, al loro essere altro rispetto a noi e quindi suscitare il fascino del destino sconfinato che con loro ci viene incontro.