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Wednesday, November 18, 2009

nulla di scontato, tutto gratuito


Lo devo proprio ammettere:so trasformare in arte l’affogare in un bicchier d’acqua. Anche alla fine di una giornata come questa, spesa nell’immane tentativo di non volermi render conto dell’abc, dell’acqua che bagna e di tutto il resto può succedere di accorgersi dell’imprevisto e imprevedibile Mistero che mi genera. La princess non vuol fare mai il bagnetto, comincia a piangere disperatamente. Io, invece, mi diverto un sacco a farglielo eppoi a rivestirla, a pettinarla. Nel tira e molla solito suona il telefono. “Chi sarà?” mi domando io, povera rinco. Claro che si è mia madre. Che sta male, si capisce al volo. Butto giù col magone. Butto giù e faccio il bagnetto a Maddalena. Penso a mia nonna, a quando mamma era piccola e nonna Iolanda la lavava. Che ne è della speranza di felicità di allora? Che ne è adesso della gioia che ricordo provavo quando mia madre asciugava me con il telo tenuto posato sul termosifone? Altro tira e molla per sistemare le unghie. Mi accorgo per la prima volta che mia figlia ha la forma delle unghie dei piedi presa da mio padre. Che nodi ci annodano generazione dopo generazione all’amore?
Da piccola sapevo stare su questa soglia. Sapevo stare tranquilla e triste quando le circostanze smentivano la prima promessa del bene. Sapevo aspettare. E non davo tutto per scontato come adesso

Saturday, October 10, 2009

mi sposai per via di una lumaca


Ieri su La7 ho seguito un dibattito sulle famiglie allargate e sulle coppie di fatto. Evidentemente è un tema stringente: è importante per tutti avere un amore vicino.Dal dibattito mi sono accorta come sia purtroppo facile scadere nell’ideologia e impaludarsi. Sprofondare nel sentito dire e usare sogni già usati da altri. Dunque ho deciso: giù la maschera, la mia per prima. Mi darò una spolverata, bucherò la bolla di signora sulla quarantina leggermente in sovrappeso e metterò le mie carte sul tavolo. Se vogliamo discuterne discutiamone occhi negli occhi. Adesso svuoto tutto il mio sacco.


Mi sono sposata per via di una lumaca. Con Simone anche da ragazzi passavamo pomeriggi interi a litigare, ma quella volta li, almeno per me s’era passato il segno. Stavamo seduti su un muretto lui muto, io con la testa tra le mani a piangere. E pensavo: “Adesso basta, lo mollo e basta con tutti questi casini”. Forzavo un po’ volutamente verso la disperazione ma ero stanca, molto stanca. Non vedevo niente quando, da uno spiraglio tra le dita, ho visto una lumaca sul marciapiede. Ricordo di essermi stizzita. Guarda cazzo se uno non può disperarsi in dannata pace del suo fallimento. Però…”Come si fa , a non dire che sei bella?” Quella lumaca è stata la paladina del fatto che le cose ci sono per me, e a volte nonostante me, le mie buone idee. E così, non è che ho smesso di piangere ma ho ricominciato a vivere. Dopo un po’ io e Simone siamo andati a prenderci un caffé e dopo un altro po’ siamo perfino entrati insieme in una chiesa per sposarci. Se non avessi visto quella lumaca, credo che tutto ciò non sarebbe successo. Senza lumaca e senza le mie amiche che quasi ogni giorno mi ripetevano “Ma Simone è una cosa tua?” “Dipende da te?”.


Simone ha un bel profilo, belle spalle, sedere e gambe niente male. Ha un temperamento determinato e leale. E’ sempre stato fin troppo drammaticamente chiaro, però, che quello che mi lega a lui non è la somma dei dati su di lui. Chiaro che è stato dato a me come io sono stata data a lui. Spesso non ci ha legato il feeling e neanche il sentimento. Spesso ci lega un amore che somiglia moltissimo a chiamare uovo un uovo. Io femmina, lui maschio, e conosciamo bene tutti gli inconvenienti. Lui ama le partite di pallone io le mostre d’antiquariato. Anche adesso lui non sopporta che io lasci sempre aperti gli sportelli della cucina e a me da fastidio quando andiamo a letto e lui chiude gas e tapparelle.


Pensavo a tutto questo, ieri sera mentre acquistavo la mia nuova, carinissima camicia da notte

Wednesday, September 09, 2009

cavalli alle poste


Sono dovuta andare alle poste e il mio ragazzetto è venuto con me. Centocinquanta e più numeri zozzi prima che toccasse a quello che m’è capitato in mano. Ci siamo armati di pazienza e ci siamo messi seduti sulle scale fuori ad aspettare. Varia umanità passava davanti a noi. Mi sono ascoltata due o tre episodi di Paperino fatti di litigi con quel taccagno di zio paperone e scorni per colpa del troppo fortunato Gastone. Sapevate che oltre a lui e al cugino Paperoga esiste anche il cugino Smorfio? Ho prestato attenzione perché mi sono accorta di non poter chiedere che i figli mi ascoltino se con loro non lo faccio io per prima.


Finita la saga dei paperi spunta come cavoli a merenda una domanda “Mamma, ma tu sei sempre stata cristiana?” “No” ho dovuto rispondere. E siccome il mio bimbo ha voluto sapere mi sono messa a raccontargli di quello strano pomeriggio che, fuggendo da un prete in motorino, mi sono ritrovata poi in giro per la città a cercarne ostinatamente uno per confessarmi. L’incontro con mons. Berti:il mio caro mons. Berti. Elio rideva a crepapelle perché, in effetti, quel pomeriggio li il Signore con me è stato anche comico.


Tutto questo, sempre seduti sulle scale, sbirciando ogni tanto a che numeretto erano arrivati. Quando ne mancavano una ventina siamo entrati. Abbiamo scelto ognuno il nostro sportello e ci abbiamo scommesso. Facevamo il tifo. Se un numeretto saltava senza utente, il nostro tifo si faceva più forte. Sembravamo all’ippodromo e invece stavamo alle poste. Poco prima io mi ero sentita accovacciata in un pezzetto di paradiso

Sunday, January 11, 2009

dar ragione alla luna

la domenica sera io accendo i motori del rimugino e sono già con la testa alle cose da fare il lunedì. così anche stasera, però stasera, ho visto una luna piena stratosferica. diamole ragione e rialziamo la testa, partendo sempre dal positivo della realtà che ancora promette bene

Saturday, December 06, 2008

il colpo di grazia


Ci si spalancano all'improvviso orizzonti sonfinati. Una volta mi è successo di fronte all'Ortles mentre da una radio gli Eagles cantavano Hotel California. Immedesimatevi poi ditemi. Per fortuna l'imprevisto conosce anche i giorni feriali e i posti qualunque. Il prezzemolo: basta un po' di profumo di prezzemolo tagliuzzato a farmi ricordare o rimpiangere cos'è la vita. Una vetta alpina è il profumo delle clementine di questi tempi, me lo faccio restare sulle mani che hanno voglia di applaudire. Basta un attimo e la Lilla torna dai miei sette anni a farmi le fusa, ancora nonno e nonna battibeccano per una mano di briscola, babbo legge il giornale,ancora lo zio Eugenio rincasa con la sua buffa espressione, la brace cuoce la nostra cena e tutto è ancora intatto e sconfinato.

Pochi giorni fa ho acquistato un detersivo con lo stesso profumo di quello che usavo in casa gli ultimi giorni di babbo. Che giornate quelle, che strano vento nella vita solita. Come mi sembrava idiota la televisione e caro il tempo da poter spendere. Mio padre morì l'antivigilia di Natale condannandomi, non lui ma Lui, ad una pace ardente. Ma forse, anche senza questi strazi dopo un po' nella vita ci si accorge lo stesso che la Grazia è come il prezzemolo: va dappertutto.

Friday, October 03, 2008

fottersene del cielo annoia


Il Papa è intervenuto ad un convegno all'Università Lateranense a quarant'anni dall'Enciclica Humanae Vitae e ha detto due o tre cose. Spalancati cielo e sprofondati terra, l'articoletto su Libero è pieno di toni, quelli sì, davvero, da crociata. Piovono commentacci.Quindi, stasera (voi lo sapete mi occupo di tende, cibi surgelati,canzoni) ma stasera, dicevo, devo occuparmi di sesso. UAO.
Uffa, che di solito viene sempre dopo il uao e anche questo come vedremo c'entra.
C'entra tutto, c'è dentro tutto.
Perchè mai il papa non può dire la sua sull'amore coniugale, sull'amore di due sposi cattolici? Perchè?
Premessa necessaria: io predico così così e razzolo così così
Però non ne posso più, per esempio, di sorbirmi la Leggenda Aurea del Preservativo che tutto può, mentre, si sa, è molte volte un rimedio del c..zo.
Io dico che è desiderabile tra sposi condividere con affetto la conoscenza dei metodi naturali per unirsi e donarsi totalmente, ultimamente disponibili ad accogliere un figlio.
The show must go on, non è sempre prudente, non è sempre possibile, non è per niente facile, non si fa, io non c'ero e se c'ero dormivo.
Resta la domanda del Papa: perchè così pochi cristiani sono insensibili a questa bellezza?
Mi dispiace che non mi dispiace molto non seguire le regole della Chiesa perchè la bella faccia di mio marito, dei miei figli, e il bel colore del tramonto hanno Qualcosa dentro che si merita la mia obbedienza.

Ma, accidenti, il pensiero che mi ha spinto a scrivere è un altro. Ridatemi Dio. Datemi Dio che c'entra con la vita, sennò tutto mi si sgretola. Non vengono i chierichetti a spiarci quando pipiamo, però, per favore, non togliamoci il piacere di sapere che niente è perduto, che il cielo è leggero però non è vuoto, direbbe Ligabue. Chi ci toglie questo, davvero, ci castra

Friday, August 15, 2008

donna non piangere

La telefonata mattutina di mamma ha stroncato la mia giornata dall'inizio. Molti di noi tengono in cuore un dolore che vede poca speranza. A me stessa e a tutti ripropongo questa riflessione di don Giussani, oggi, feste di Maria Assunta



http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=269

Friday, July 18, 2008

cuore che fa rima con amore che fa rima con cuore


Il nostro centro non è al centro, tanto per esser chiari. Lui è meglio di Houdini, riesce a slacciarsi sempre. E' una bella lotta pure continuare a pulir per terra, a seguir le offerte dei volantini dei supermercati e, insieme, portarselo in giro più esigente e agile di un bimbo di due anni. Nascondigli, se li cerchi, dappertutto. Mica c'è solo la birra.

Ho visto tre ragazzi giovani e belli come l'acqua tracannare la birra a piazzale Appio, alle quattro e mezza. Ma mica c'è solo la birra. C'è perfino chi lo sotterra con la tecnica del découpage.
"Il vero protagonista della storia è il mendicante, ovvero: Cristo mendicante del cuore dell'uomo e il cuore dell'uomo mendicante di Cristo."

Monday, June 16, 2008

Ermenegildo che se ne fotte dell'algebra

La Giò si avvicinò verso la fine della festa del mio matrimonio dicendomi pressappoco che se pur nella vita avevo avuto difficoltà e problemi, la bellezza di quella giornata le ripagava tutte. Apprezzai l’intenzione che sottolineava la gioia di quel giorno e la nostra vicinanza affettiva, per cui lei sapeva cosa mi era capitato fino ad allora, ma il giudizio contenuto mi parve una cazzata grandiosa…non glielo dissi.
Ermenegildo va a letto. Quella mattina aveva ricevuto un’inaspettata carezza dalla sua innamorata poi nel pomeriggio, il suo migliore amico gli aveva sferrato un pugno nei denti. Ermenegildo penserà “Oggi, tutto sommato, niente di che”? Io me lo immagino lì nel suo lettuccio a domandarsì “Perché stasera…?””Perché stamattina?”

La vita non è come l’algebra

Anche stasera, veder giocare allegri i miei figli e pensare a mamma malata non ha dato risultato zero.

Saturday, April 29, 2006

respiro



sola soletta me ne sto senza che la vita m'abbia fatto la "sola"
è l'ora che volge al disio;pubblico uno dei primi spicchi di mondo che ha conversato col desiderio del mio cuore.

Tuesday, November 01, 2005

e camminando sveglierò

http://it.youtube.com/watch?v=hJZbX2u5kE4


Tu
Umberto Tozzi
G. Bigazzi - U. Tozzi
(1978)

DanDabadan, dabadan
Dabadan,bam, bam, bam, bam.
Tu stiamo qui stiamo là
C’è l’amore a cena e tu
Dimmi si se ti va
Il mio letto è forte e tu
Pesi poco di più della gommapiuma
Tu perché tu non ci sei
E mi sto spogliando.
Tu quanti anni mi dai
Ho un lavoro strano e
Ma va là che lo sai
Vista da vicino tuSei più bella che mai
Baci da un minuto
Tu non ne dai, non ne dai
Chi ti ha fatto entrare.
Tu,chi mi brucia sei tu
E anche la mia marcia in più
Ed un po’ di follia
Quanto basta perché tu come lei non sei mia
Se mi fai l’amoreTi canterò
Come se fossi una canzone.
Canterò e camminando sveglierò
Chi sta sognando più di me
Al mondo siamo io e te ragazza triste.
Canterò la pioggia perché venga giù
Il vento che si calmi un po’
Il cielo perché sia più blu e mi sorrida tu.
DanDabadan dabadan
Dabadan,bam, bam, bam, bam.
Tu, non sarai mica tu
Una saponetta che
Scivolando non c’è
Dimmi che da un’ora tu
Hai bisogno di me
Che ti ossigeno di più
Dimmi che non sei tu
Un miraggio, ma sei tu.
DanDabadan, dabadan
Dabadan, bam, bam, bam.
Canterò e camminando sveglierò...


Questa è stata la prima canzone che ho imparato a memoria riga dopo riga: un'amichetta me l'aveva scritta su un foglio di quaderno e mi ricordo di averla letta molte volte con pazienza sulle scale della Giovanna
Che bello! TU. Mica lo sapevo ancora che tutta la vita era dire TU