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Wednesday, November 18, 2009

nulla di scontato, tutto gratuito


Lo devo proprio ammettere:so trasformare in arte l’affogare in un bicchier d’acqua. Anche alla fine di una giornata come questa, spesa nell’immane tentativo di non volermi render conto dell’abc, dell’acqua che bagna e di tutto il resto può succedere di accorgersi dell’imprevisto e imprevedibile Mistero che mi genera. La princess non vuol fare mai il bagnetto, comincia a piangere disperatamente. Io, invece, mi diverto un sacco a farglielo eppoi a rivestirla, a pettinarla. Nel tira e molla solito suona il telefono. “Chi sarà?” mi domando io, povera rinco. Claro che si è mia madre. Che sta male, si capisce al volo. Butto giù col magone. Butto giù e faccio il bagnetto a Maddalena. Penso a mia nonna, a quando mamma era piccola e nonna Iolanda la lavava. Che ne è della speranza di felicità di allora? Che ne è adesso della gioia che ricordo provavo quando mia madre asciugava me con il telo tenuto posato sul termosifone? Altro tira e molla per sistemare le unghie. Mi accorgo per la prima volta che mia figlia ha la forma delle unghie dei piedi presa da mio padre. Che nodi ci annodano generazione dopo generazione all’amore?
Da piccola sapevo stare su questa soglia. Sapevo stare tranquilla e triste quando le circostanze smentivano la prima promessa del bene. Sapevo aspettare. E non davo tutto per scontato come adesso

Sunday, November 01, 2009

Ad ognuno il suo lavoro


"La conoscenza è sempre un avvenimento":è stato il titolo dello scorso Meeting. Ed è proprio vero che serve un colpo di vento a farti accorgere che l'acqua bagna, o riaccorgerti che è lo stesso. Gironzolavo con Simone e Maddalena.Sabato sera del 31 ottobre, già notte. Ci siamo infilati in san Clemente e io mi sono ricordata di quello che mi piace. Un coro caciarone ha cominciato a cantarmi in cuore. La passione che mi è nata non solo sfogliando libri, ma che mi ha preso a Pisa tra Borgo Stretto e San Frediano. Gli stessi occhi miei che poi hanno abitato il Laurentino 38. Un vecchio domenicano stava nel confessionale. Quando siamo entrati in chiesa stava ascoltando un penitente. Quando l'ho riguardato dopo aver ammirato per un po' il mosaico era rimasto da solo e aspettava. Ad ognuno il suo lavoro. Ecco: in quel momento li avrei voluto essere Beethoven per comporre l'Inno alla gioia, oppure Pinocchio per mettermi a correre sgambettando. ho ripreso per mano Maddi e siamo uscite quiete. Chi ha orecchi intenda, gli altri in camper.

Wednesday, September 09, 2009

cavalli alle poste


Sono dovuta andare alle poste e il mio ragazzetto è venuto con me. Centocinquanta e più numeri zozzi prima che toccasse a quello che m’è capitato in mano. Ci siamo armati di pazienza e ci siamo messi seduti sulle scale fuori ad aspettare. Varia umanità passava davanti a noi. Mi sono ascoltata due o tre episodi di Paperino fatti di litigi con quel taccagno di zio paperone e scorni per colpa del troppo fortunato Gastone. Sapevate che oltre a lui e al cugino Paperoga esiste anche il cugino Smorfio? Ho prestato attenzione perché mi sono accorta di non poter chiedere che i figli mi ascoltino se con loro non lo faccio io per prima.


Finita la saga dei paperi spunta come cavoli a merenda una domanda “Mamma, ma tu sei sempre stata cristiana?” “No” ho dovuto rispondere. E siccome il mio bimbo ha voluto sapere mi sono messa a raccontargli di quello strano pomeriggio che, fuggendo da un prete in motorino, mi sono ritrovata poi in giro per la città a cercarne ostinatamente uno per confessarmi. L’incontro con mons. Berti:il mio caro mons. Berti. Elio rideva a crepapelle perché, in effetti, quel pomeriggio li il Signore con me è stato anche comico.


Tutto questo, sempre seduti sulle scale, sbirciando ogni tanto a che numeretto erano arrivati. Quando ne mancavano una ventina siamo entrati. Abbiamo scelto ognuno il nostro sportello e ci abbiamo scommesso. Facevamo il tifo. Se un numeretto saltava senza utente, il nostro tifo si faceva più forte. Sembravamo all’ippodromo e invece stavamo alle poste. Poco prima io mi ero sentita accovacciata in un pezzetto di paradiso

Wednesday, September 03, 2008

chiacchierando s'impara

Ieri mentre spedivo un pacco accompagnata dai miei rampolli, ho scambiato quattro chiacchiere con l'impiegato: "Com'è la vita con due figli...sa io ne ho una di quattro anni"
Ho ripensato dopo alla mia risposta e me ne sono dispiaciuta. Gli ho detto che è molto diverso che averne uno soltanto perchè con due figli il cervello deve lavorare in parallelo e a volte è molto faticoso. Tutto giusto, ma non vale sottolineare innanzitutto la fatica. Ecco allora una lista di cose che avrei potuto dirgli e che mi dispiace non aver detto
a) "ogni bambino porta il suo fagottino" inteso anche come forza mentale e fisica per accudirlo
b)ci sono momenti impagabili come quando vedi che giocano e che si vogliono bene. Tu li guardi, ti ricordi di quando non erano ancora nati, di quando hai visto quel fagiolo nella prima ecografia e ti accorgi proprio di essere abbracciata anche tu dallo stesso Mistero che ci fa essere.
c)ai figli non si può dare la minestra riscaldata. Questo, secondo me è il punto più interessante. Occorre spiegare il perchè delle cose. Ti costringono a riprendere in mano la tua vita e vagliarla. La papera non galleggia se non riesci a dirgli su cosa poggia la tua voglia di lavorare e di crescere, il tuo affetto e il tuo rispetto. E se ti ritrovi impaperato è la migliore delle pozzanghere in cui potevi impantanarti. Siamo uomini o caporali?

Thursday, August 14, 2008

svizzero virus

Blog inutile per coloro che hanno figli e che conoscono benissimo il fenomeno. I virus "girano" come si sente spesso dire. Gireranno pure, ma nei giorni di vacanza attraccano addosso ai piccoli di casa. Risultato:placche in gola e febbrone ferragostano, così come a fine giugno ho passato le vacanze in abergo. Io ormai questi virusss quasi invisibili me li immagino con calendario e cronometro in mano, chissà perchè...